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Avvocati in Italia: quanto guadagnano?

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In breve
Quanto guadagnano gli avvocati in Italia al giorno d’oggi? Le cose sono ben diverse da una volta quando l’avvocato aveva un fatturato che gli consentiva una vita agiata e con diversi lussi. La grande concorrenze generata dal sempre crescente numero di avvocati ha però cambiato letteralmente il volto di questa professione. Oggi per avere successo bisogna sgomitare, bisogna essere non solo più bravi degli altri, ma soprattutto ci si deve promuovere meglio degli altri.

Quella dell’Avvocato è una figura considerata di grande prestigio da sempre. Fin da tempi remoti, questa professione veniva tramandata di padre in figlio, difficilmente un figlio di un avvocato poteva permettersi di non seguire le orme del padre. Lo studio doveva continuare la tradizione di famiglia anche perché un cognome valeva più di tanta pubblicità. Questo, da un lato, comportava il fatto che gli avvocati in Italia fossero pochi, poteva studiare solamente chi era di famiglia abbiente, e che dunque guadagnassero davvero cifre molto importanti.
Oggi le cose sono profondamente cambiate, tutti possono ambire a questa professione e il numero degli avvocati è cresciuto esponenzialmente, complice il crollo dei prezzi delle rette universitarie e l’apertura, se così vogliamo chiamarla, di questa professione.

La situazione degli avvocati in Italia

Come dicevamo oggi le persone che esercitano questa professione sono molto più numerose di prima, le motivazioni, come abbiamo visto, sono sia perché non è più necessario per avviare la professione avere un nome, insomma, essere “figli d’arte”, un po’ perché frequentare l’università oggi è decisamente meno oneroso rispetto a prima . I dati che possediamo a riguardo fanno riflettere.

In Italia siamo passati da circa 83 mila avvocati nel 1995 a più di 240 mila nel 2017. Se facciamo un confronto con il resto d’Europa troviamo il Regno Unito con 188.263 avvocati, la Germania con 163.690 e la Francia con 60.223 avvocati.

Una sostanziale crescita dunque che ha come prima conseguenza quella di una forte concorrenza, che detto in altri termini si traduce in una saturazione del mercato.

Si stima infatti che in Italia ci siano 4 avvocati ogni 1.000 abitanti, un dato che ci pone subito dopo il Liechtenstein che ne conta 6 ogni 1.000. Di contro, possiamo notare come nei principali paesi europei la situazione sia migliore di quella nostrana, tanto che molti giovani avvocati italiani vanno all’estero proprio per trovare maggiori possibilità di impiego e, soprattutto, migliori trattamenti economici.

Il prospetto complessivo migliora un po’ se andiamo a vedere la situazione degli iscritti alla facoltà di Giurisprudenza. Secondo i dati Censis, infatti, dal 2010 si è avuta una diminuzione di poco più di 20.000 immatricolati ai corsi universitari. La tendenza sembrerebbe quindi invertita. Negli ultimi 10 anni le immatricolazioni ai corsi universitari italiani di Giurisprudenza sono passati da 29 mila a 18 mila, registrando un saldo negativo del 38%.

Questo porterà inevitabilmente ad una diminuzione dei laureati nei prossimi anni. Ma non si tratta esattamente di una bella notizia. Certo, si potrebbe pensare: “Bene, adesso finalmente i prezzi dei servizi professionali, gli onorari, potranno finalmente aumentare”, ma tutto questo non significa meno concorrenza. Adesso, infatti, il pericolo arriva dall’estero. Nel decennio 2006/2016 sono arrivati ben 2.461 avvocati con titolo conseguito all’estero. A cosa porta questo? Sempre a una forte concorrenza e a un livellamento verso il basso delle tariffe professionali.

Quanto guadagna un avvocato

Passiamo ora a capire quanto guadagna mediamente un avvocato oggi. Le considerazioni fatte finora portano ad una conclusione: un aumento della concorrenza implica la diminuzione dei guadagni.

Se infatti prima uno stipendio dell’avvocato era medio-alto, oggi si è notevolmente scesi. Dagli anni 2000, quando un avvocato guadagnava in media 56.000 euro, si è scesi a 38.000 euro nel 2016.

Avvocati in Italia

 

La situazione è ancora più grigia per i neo laureati, o quanto meno gli avvocati al di sotto dei 30 anni, che guadagnano mediamente 10.000 Euro l’anno, senza parlare di coloro che lavorano come apprendisti e stagisti, che hanno un rimborso spese o addirittura lavorano gratis.

La situazione è quindi molto complessa e preoccupante per chi ha la passione per la professione dell’avvocato. Sicuramente per chi ha più di 45 anni e ormai molti anni di esperienza alle spalle, quindi ha un nome, le cose vanno un po’ meglio dal punto di vista economico. Per un avvocato il nome è fondamentale e finora chi doveva scegliere un legale cercava quello più conosciuto sulla piazza, colui che aveva vinto molte cause e il cui nome era una sorta di garanzia.

Oggi però le cose non stanno più così. Se avere un nome è importante, lo è ancora di più riuscire a promuoversi nei canali giusti, nel giusto modo e avere quindi clienti. Sta tutto nella sua capacità di crearsi “un brand”.

Avvocati 2.0

Possiamo dire senza paura di sbagliare che l’approccio di un avvocato moderno sta cambiando radicalmente, sia per la forte concorrenza da affrontare, sia per le nuove tecnologie che vanno a modificare il rapporto con la clientela.

Come abbiamo detto fino a poco tempo fa e ancora tutt’oggi il modo migliore per un avvocato di farsi conoscere era quello del passaparola. Se si riesce a vincere delle cause, magari anche importanti, ci si fa conoscere e più si riesce ad avere ulteriore visibilità, quindi,  più clienti si rivolgono a quell’avvocato per una questione di fiducia.

Questa è naturalmente una generalizzazione, anche perché dipende dall’ambito di specializzazione dell’avvocato, dalla regione in cui pratica, addirittura dalla città e dal tribunale in cui esercita. Sta di fatto che oggi per un avvocato farsi conoscere è molto difficile, almeno con i vecchi metodi.

Il ruolo del web nella professione legale

Il web ha aperto infatti nuovi spiragli e anche una categoria come quella degli avvocati può trarre vantaggi dall’uso appropriato delle nuove tecnologie. Anche in questo caso chi arriva prima meglio alloggia, quindi coloro che saranno i pionieri ne trarranno benefici più sostanziosi, mentre gli altri dovranno continuare a districarsi tra i competitor.

Internet permette di avere una visibilità elevata, di potersi promuovere in maniera più facile e veloce e di avere un bacino di utenza molto grande.

Per raggiungere questi obiettivi però occorre affidarsi a dei professionisti, che studiano il settore e le variabili derivanti dai diretti concorrenti, dalla località, dal tipo di domanda in quella località, insomma da una serie di fattori che hanno come fine quello di creare una strategia apposita.

Solo in questo modo si possono avere delle alte probabilità di aumentare la visibilità dell’avvocato in quanto professionista e di conseguenza aumentare la clientela che si rivolge a lui per risolvere le proprie questioni legali.

Sia ben chiaro però che internet non è la soluzione a tutti i mali. In questo caso è una nuova strada da percorrere per evidenziare le proprie capacità, per emergere in un settore dove la concorrenza è altissima, per farsi pubblicità con un metodo nuovo rispetto a quelli canonici, e riuscire a ritagliarsi una buona fetta di utenza per aumentare i propri guadagni.

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