Tecnologia negli studi legali, a che punto siamo oggi
Studi legali

La tecnologia negli studi legali: a che punto siamo?

Tempo di lettura: 6 minuti
In breve
A che punto siamo oggi con la tecnologia negli studi legali? Ebbene, ci sono diversi professionisti che già sfruttano innovazioni come l’archiviazione in cloud, gestionali per lo studio che facilitano il lavoro, quindi diciamo che ci si avvia verso un futuro sempre più digitalizzato e tecnologico, come dimostrano i dati inerenti le nuove start up legali che sono nate negli ultimi anni. Tuttavia sono ancora pochi i professionisti che si avvalgono di strumenti importanti come l’intelligenza artificiale che, applicata allo studio legale, ma sembra che anche qui siamo sulla  buona strada.

Viviamo in un’epoca sempre più digital oriented. Le nuove tecnologie sono ormai di uso comune e cambiano con sempre maggiore velocità: non fai in tempo ad acquistare un nuovo device elettronico che ne sta già uscendo uno nuovo, molto più hi-tech (e costoso) del modello che possiedi tu. Basti pensare alle grosse file che si creano nei negozi di device tecnologici quando esce un nuovo iPhone. Ma tecnologia non  è solo questo, è anche utilizzo di software e archivi online che ti aiutano a gestire meglio il lavoro e il tempo. Sono ormai tantissime le attività che hanno iniziato a usare queste tecnologie, inclusi gli studi legali.

Studi legali e tecnologia, a che punto siamo adesso?

L’altro giorno mi è capitato di dover spedire una lettera. Una lettera vera, di quelle che si imbucano con tanto di francobollo. Fino a un decennio fa questa era una cosa normalissima, in effetti chi ha la mia età potrebbe pensare che tutt’ora lo sia, ma hai provato ad andare in giro a cercare un francobollo?

Primo tabacchi: finiti. Secondo tabacchi: finiti, terzo idem. Sono stata in 6 tabacchi diversi in tutta la città prima di trovare un francobollo. E poi l’amara scoperta: non si lecca più! Vero è che non imbucavo una lettera da diversi anni, ma non pensavo di trovarmi davanti a un francobollo adesivo. E addio a quel sadico piacere di leccare la colla amarognola e di tenere in bocca quel gusto appiccicaticcio per una decina di minuti.

Questo episodio mi ha fatta riflettere molto su come la tecnologia sia andata avanti. Ormai quotidianamente ci capita di inviare almeno un’email al giorno e andare a imbucare una lettera cartacea sembra una cosa straordinaria. Almeno il 60% della nostra vita è digitalizzato, e vuoi o non vuoi ti devi adeguare.

Ancor più sul lavoro, dove chi non tiene il passo rischia di essere tagliato fuori. Le innovazioni tecnologiche, in generale, sono state ben accolte un po’ in tutti i settori, e per quanto riguarda il tuo, lo studio legale, a che punto siamo? Ebbene, anche gli studi legali sono sempre più digitali e mobile. Questo, tirando le somme, significa che sono sempre più efficienti e specializzati, ma facciamo il punto.

Ma sono davvero tecnologici gli studi legali?

Quando si pensa alla professione di avvocato, ancora oggi, viene in mente il vecchio studio dell’avvocato locale: grossi faldoni polverosi, scrivanie antiche coperte di volumi rilegati, penne stilografiche e quel rotondo odore di pelle degli accessori d’arredo. Forse da qualche parte è ancora così, ormai più per vezzo, ma gli studi legali attuali sono spazi luminosi, pratici, e dotati di tecnologia.

È raro trovare uno studio legale dove non vi sia un PC o un tablet in funzione, ma sta diventando anche sempre più comune trovare studi legali che fruiscono di gestionali che ottimizzano il lavoro.

A tale proposito, va sottolineato un fenomeno di una certa portata: la nascita di diverse start up legali. La start up legale è una società ad alto contenuto tecnologico, motivo per cui vengono anche chiamate start up legal tech, e che hanno innovato il mercato legale dal punto di vista dell’organizzazione e gestione di diverse procedure o che hanno ottimizzato le forniture di servizi legali in generale.

Queste start up legal tech oggi sono solamente lo 0,15% delle start up attualmente iscritte nel registro delle Camere di Commercio, ma a giudicare dal trend, la percentuale è destinata a salire parecchio. Cosa fanno nel concreto queste start up legali? Diverse cose, ma nella maggior parte dei casi offrono dei software gestionali  che consentono, appunto, di ottimizzare e rendere più efficiente il lavoro all’interno dello studio legale.

Ci sono poi offerte di consulenza legale automatizzata o chi si pone come intermediario tra domanda e offerta dei servizi legali.

In Italia il numero di questa tipologia di imprese è in lenta, ma costante, crescita. Si potrebbe fare molto di più, ma stando alle prime impressioni, c’è ancora una certa diffidenza da parte degli studi legali nell’accettare o sperimentare queste innovazioni.

Cosa fanno le start up legali in Italia

Le start up del nostro Paese offrono servizi che ci sembrano davvero interessanti. La maggior parte di questi servizi sono improntati su quelle che sono le attuali esigenze degli studi legali, quindi migliorare l’efficienza dello studio e trovare nuovi clienti.

Questo punto è particolarmente importante perché la grande concorrenza di questi ultimi anni ha nettamente livellato verso il basso il fatturato di molti studi legali. Il fenomeno ormai è abbastanza noto. In Italia ci sono tantissimi avvocati, nonostante il numero degli iscritti nelle facoltà di giurisprudenza nel nostro Paese sia leggermente calato, sono sempre di più gli avvocati abilitati all’estero che esercitano nel nostro Paese.

Va da sé che in queste condizioni, soprattutto per i più giovani, farsi una propria clientela sia sempre più difficile. Un giovane laureato e abilitato è costretto per un certo periodo di tempo, a lavorare in uno studio legale non suo, a fare lunghi tirocini, il risultato è un fatturato che non risponde a quello di un avvocato di un decennio fa.

Solo chi riesce a mettersi al passo coi tempi e a sfruttare tutte le nuove tecnologie e le nuove possibilità offerte dal web oggi riesce a ritagliarsi una sua nicchia di mercato. Ma per avere clienti occorre una marcia in più. Il Metodo Vetta Digitale è nato proprio con lo scopo di far acquisire nuovi clienti allo studio legale, sfruttando un sistema automatico di acquisizione clienti davvero efficace. Si tratta di un sistema che ti fa ricevere solo contatti interessati ai tuoi servizi, consentendoti di trasformare questi contatti in clienti.

Gli investimenti degli studi legali in tecnologia

Ma veniamo a un punto interessante: quanto investono gli studi legali in tecnologia nel nostro Paese? Nonostante quest’apparente diffidenza verso le nuove tecnologie, gli avvocati sono la categoria professionale che più ha investito in ICT nello scorso anno. Stando alle stime parliamo di un più 15%, ma se si va a guardare la cifra assoluta dell’investimento medio si nota che l’investimento in ambito tecnologico degli studi legali è il più basso fra tutti.

Un investimento di circa 5.300 euro che, confrontati con gli 8.800 dei commercialisti e 8.700 dei consulenti del lavoro, appare davvero risicata. Eppure le aspettative sono positive, infatti la tendenza è verso l’alto tra questo e il prossimo anno.

Studi legali

Digitali per obbligo

Per cercare di incentivare l’interesse verso l’innovazione digitale, sono stati erogati degli incentivi statali o sono state imposte delle innovazioni medianti Decreto Legge. Questo è il caso, per esempio, della fatturazione elettronica obbligatoria che, a breve, sarà di ordinaria amministrazione. La percentuale di chi si mette al passo coi tempi per obbligo è però del 54%.

Tra questi, gli studi legali che sono passati alla firma digitale sono già il 97%, del resto è, appunto, un obbligo, il 42% invece si è adeguato alla fatturazione elettronica, ma la cifra, nei prossimi mesi, quando l’obbligo sarà effettivo, è destinata a salire.

Non obbligatori, ma scelti perché di grande aiuto, sono invece il sito web, scelto dal 34% degli studi legali, piattaforme di e-learning, per il 28% e software gestionali per il 26%, assieme alle pagine social. Voci come sito internet avvocato e marketing per avvocati, sono così entrati a far parte del linguaggio attuale.

Ma se queste tecnologie sono già a buon punto, resta molto indietro l’utilizzo dell’intelligenza artificiale all’interno dello studio legale.

L’avvocato robot, ormai è una realtà

Dai film di fantascienza alla realtà: i robot sono tra di noi. Ho visto un servizio in TV dove veniva mostrato un robot con sembianze umane: impressionante! Si tratta di un robot dalle sembianze di una donna, si chiama Sophia ed è sbalorditiva. Il suo volto è stato realizzato ispirandosi ai lineamenti di Audrey Hepburn, ma la cosa sorprendente è che questo robot è in grado di provare delle emozioni, o meglio, di esprimerle con la mimica facciale, di parlare e interagire con gli umani.

Naturalmente, quando parliamo di intelligenza artificiale negli studi legali, non parliamo di robot come Sophia, forse ci arriveremo presto, ma per il momento ci dobbiamo accontentare di chat bot, di software che aiutano i professionisti a gestire le incombenze degli studi legali. Sono questi avvocati robot, infatti, che sempre più si occupano di quelle mansioni noiose e ripetitive che rallentano il lavoro nello studio legale.

Niente paura quindi, i robot nello studio legale non prenderanno – non per ora – il posto dei professionisti in carne e ossa, tuttavia possono dare un contributo prezioso.

Come scegliere la tecnologia giusta per il proprio studio legale

Per sfruttare al meglio le possibilità offerte dal digitale e dalla tecnologia in genere, lo studio legale dovrebbe sempre avere una strategia di innovazione digitale. Purtroppo ancora oggi, invece, molti studi investono in tecnologia senza una precisa strategia, rischiando quindi di fare un investimento sbagliato.

Ogni scelta, per quanto riguarda le innovazioni tecnologiche da inserire nel proprio studio legale, dovrebbe essere fatta con criterio e razionalità.

Non è necessario investire risorse in innumerevoli software, per esempio, se lo studio legale è piccolo e ha pochi associati. Meglio, in questo caso, optare per gestionali mirati per il proprio studio e magari investire sull’archiviazione in cloud.

Viceversa, i grandi studi legali, ben farebbero a investire in innovazione tecnologica anche in diversi settori, in modo da avviare un sistema di crescita coordinata. Insomma, la parola chiave, in questo caso, è che occorre una giusta dose di innovazione mirata sulle effettive esigenze dello studio legale.

Innovazione e promozione dello studio legale, oggi, sono la chiave del successo per gli avvocati, l’unico modo per ritagliarsi uno spazio in questo mercato competitivo destinato a esserlo sempre più. La necessità di avere clienti sta diventando sempre più un’impellenza così come la necessità di gestire al meglio il lavoro nello studio legale. Inizia a mettere al passo il tuo studio, guarda i video per conoscere il metodo Vetta Digitale.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.