Avvocati robot, gli alleati dello studio legale competitivo
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Gli avvocati robot sono tuoi amici, sfruttali!

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Hai sentito parlare di avvocato robot e ti è venuto un brivido lungo la schiena? Ok, adesso però respira, non stressare Google alla ricerca di cosa, chi, quanti e quando arriverà la fine del tuo studio. Prima di vedere le esequie mentali della tua attività siediti e tranquillizzati ché nessuno ti ruberà il lavoro, a meno che non sia un tuo collega in carne e ossa. Vediamo chi sono e cosa fanno gli avvocati robot.

Gli avvocati robot  possono essere tuoi alleati

Ricordi cosa dice un vecchio proverbio? “Se non puoi distruggere il tuo nemico allora abbraccialo”. Ok, quando hai iniziato a capire che l’intelligenza artificiale ha trovato un discreto impiego nel tuo ambito hanno iniziato a vibrarti le ginocchia. E via, scene apocalittiche alla Terminator, robot malvagi che si impossessano del tuo studio e che lavorano molto di più e molto meglio di te. Non puoi competere con gli avvocati robot. No, certo che non puoi competere.

Non puoi competere perché il robot, semplicemente, non si stanca, al massimo esaurisce le batterie, ma basta metterlo in carica qualche ora, come lo smartphone, e riprende a lavorare con grande efficienza. Sta tranquillo però, perché per ora non c’è nessun umanoide seduto al posto del tuo collega di fianco a te. Attualmente i robot impiegati negli studi legali sono dei software, quindi si trovano integrati all’interno dei PC. Ne esistono già di diversi e stanno trovando ampio impiego in tutto il mondo, perfino qui da noi in Italia.

Il primo avvocato robot del mondo

Il primo avvocato robot del mondo (questo è anche il suo nome) è stato creato da Joshua Browder, un imprenditore britannico. Il robot si occupa di sanzioni, ma non è escluso che più in là possano trovargli anche altri compiti, e opera in ben 50 stati degli Stati Uniti. Ma è davvero valido questo bot? A giudicare dai numeri sembrerebbe proprio di sì dato che ha già vinto più di 300 mila cause.

Ma anche in questo caso non ci si trova davanti a un androide come il cattivo di Terminator, bensì davanti a un software che risponde se gli vengono poste delle domande. Il servizio erogato al pubblico, si chiama “Do not pay”, non pagare in italiano, e accende una speranza in quei cittadini statunitensi che si sono visti recapitare a casa una sanzione. L’utente non deve fare altro che scrivere nella chatbot il suo problema e il robot, in pochi istanti, se vi sono le motivazioni, compila una lettera che sarà poi comunque l’utente a dover spedire. In ogni caso si tratta di un bel risparmio.

Sicuramente a questo punto stai pensando che se questo tipo di consulenza fosse estesa ad altri settori tu saresti fregato, chiudi bottega e ciao! Ma non è così. Prova a vederla invece da un altro punto di vista, e cioè che un software del genere può darti tantissimi vantaggi e che gli avvocati robot sono tuoi alleati.

Il bot che si occupa dei contratti

Per farti capire meglio che non sei in pericolo, e che anzi, puoi trovare un validissimo alleato, ti racconto cosa accade negli studi legali della Dla Piper dove nei pc aziendali è stato installato un software con intelligenza artificiale. Devi sapere che questa enorme azienda legale si occupa prevalentemente di fusioni tra aziende. Ogni giorno ha quindi a che fare con una mole di contratti davvero enorme.

Questo rallentava notevolmente il loro processo di lavoro, quindi era necessario correre ai ripari. Bene, immagina che un essere umano, preparato e competente, in media impiega almeno un paio di minuti a leggere con una discreta attenzione un contratto, Se poi ci deve anche ragionare su per capire se vi siano vizi di forma o imprecisioni, il tempo si allunga, e quando i contratti sono diverse centinaia il problema inizia ad assumere proporzioni inquietanti.

L’azienda ha quindi reclutato Kira, che non è una bella avvocatessa fresca di laurea, ma un software che è in grado di analizzare e processare una mole incredibile di contratti individuandone clausole problematiche o errori. Kira è un software messo a punto in Canada dall’azienda Kira System. Si tratta di un’intelligenza artificiale molto articolata e che è in grado di comprendere un linguaggio complesso come il nostro, in più il suo algoritmo le consente di elaborare tutti i dati rilevati, per poi effettuare delle simulazioni di logica mentale praticamente umana.

Come ti può aiutare un avvocato robot

Quindi non devi temere l’avvocato robot, piuttosto devi sfruttarne tutte le sue potenzialità al fine di migliorare il tuo lavoro e darti la possibilità di risparmiare tempo e risorse. Intanto per cominciare il robot ti permette di analizzare una serie di dati che a farlo tu da solo o con i tuoi colleghi ci impieghereste almeno una settimana, Non solo, il robot può gestire tutti questi dati analizzati ed elaborarli secondo la tua programmazione.

avvocati robotIl robot ti aiuta a trovare una soluzione ai tuoi problemi, scegliendo la via più breve ed efficace. Inoltre i nuovi robot sono anche in grado di apprendere, quindi una volta fatta una certa esperienza, saranno in grado di ripetere il ragionamento.

Prendi per esempio ROSS, l’avvocato robot dell’IBM, questi è in grado di esaminare una mole impressionante di contratti, ma anche di dare risposte ai quesiti che gli venivano posti, e sembra che, in poche parole, sia in grado di svolgere il lavoro di ben 50 avvocati. ROSS ha trovato impiego anche in 6 studi milanesi dove attualmente si occupa di tutte quelle mansioni che prima venivano affidate ai tirocinanti. Se questo ti sembra un male, tranquillo che non lo è, almeno ora i neolaureati potranno seguire delle cause vere invece di scartabellare dati su dati.

Nessun robot può sostituire l’uomo

Quindi animo, niente panico, pensa invece a come potrai sfruttare a tuo favore tutta questa tecnologia che renderà il tuo lavoro meno faticoso. Del resto il tuo talento potrai sempre dimostrarlo sul campo, elaborando le migliori strategie e offrendo al cliente quell’empatia e quel rapporto umano che un bot, per quanto possa essere ben programmato, non potrà mai dare.

Nessun robot, almeno per ora, può sostituire interamente l’essere umano, anche se non si esclude che prima o poi certi scenari futuristici arrivino davvero, ma per adesso non corriamo rischi.

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